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Gigantopithecus
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top
mwcamwcqGigantopithecus (mwcgdal greco antico γίγας?, gígas, "gigante" e πίθηκος, píthēkos, "scimmia") è un mwcwgenere estinto di scimmie di enormi dimensioni vissuto nel mwdaPleistocene inferiore-mwdqmedio, circa 2-0,3 milioni di anni fa, in quella che oggi è la mwdgCina meridionale. Il genere conta una singola mwdwspecie, mweaGigantopithecus blacki, che detiene il primato di più grande scimmia conosciuta. Potenziali resti aggiuntivi sono stati ritrovati anche in mweqThailandia, mwegVietnam e mwewIndonesia. I primi resti di mwfaGigantopithecus, due mwfqterzi molari, furono identificati in una farmacia cinese dall'mwfgantropologo mwfwGustav H. R. von Koenigswald, nel 1935, che in seguito descrisse l'animale. Nel 1956, a mwgaLiucheng vennero trovati la prima mandibola e oltre 1mwgq 000 denti; da allora sono stati trovati numerosi altri resti in almeno 16 siti. Attualmente l'animale è noto solo da denti e quattro mandibole, mentre altri possibili elementi scheletrici sono stati probabilmente consumati da mwggistrici prima che potessero fossilizzarsi.cite-ref-zhangharrison2017-2-0[2] Originariamente, si credeva che il mwhwGigantopithecus fosse un mwiaominina, un membro della linea umana, ma le più recenti analisi cladistiche indicherebbero che si trattasse di un parente stretto degli mwiqoranghi, classificati nella mwigsottofamiglia mwiwPonginae.
Sebbene il mwjqGigantopithecus venga tradizionalmente ricostruito come un'enorme scimmia simile a un mwjggorilla, raggiungendo, potenzialmente, anche 2-3 quintali di peso, la scarsità dei resti di questo animale rende le stime delle dimensioni totali altamente speculative. La specie potrebbe essere stata mwjwsessualmente dimorfica, con maschi molto più grandi delle femmine. Gli incisivi sono ridotti e i canini sembrano aver avuto la stessa funzione dei denti posteriori (mwkapremolari e molari). I premolari sono a mwkqcorona alta e il quarto premolare è molto simile a un molare. I molari sono i più grandi tra tutte le scimmie conosciute e hanno una superficie relativamente piatta. mwkgGigantopithecus aveva lo mwkwsmalto più spesso per misura assoluta di ogni altra scimmia conosciuta, fino a 6 millimetri in alcune aree, sebbene fosse solo abbastanza spesso quando si tiene conto delle dimensioni dei denti.
Nonostante le enormi dimensioni stimate, l'analisi dei denti e delle mandibole di mwlqGigantopithecus sembrano indicare un mwlgerbivoro generalista che si nutriva soprattutto di mwlwpiante C3, dotato di fauci atte alla macinazione, frantumazione e taglio di piante fibrose dure, e smalto spesso atto a resistere a cibi con particelle abrasive come steli, radici e tuberi con sporcizia. Alcuni denti presentano tracce di frutti della famiglia dei mwmafichi, che potrebbero essere stati importanti componenti della dieta dell'animale. Viveva principalmente nelle foreste subtropicali e tropicali, e si estinse circa 300mwmq 000 anni fa, probabilmente, a causa del ritiro del suo habitat preferito per via dei cambiamenti climatici e dell'attività umana. mwmgGigantopithecus è diventato piuttosto popolare nei circoli di mwmwcriptozoologia, in quanto visto come la fonte dietro le leggende dello mwnayeti mwnqtibetano e del mwngbigfoot mwnwamericano, creature simili a grandi uomini pelosi nel folklore locale.
Contents
• Dieta
• Crescita
• Note
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Descrizione
Dimensioni
Le stime sulle dimensioni totali di questo animale sono altamente speculative poiché gli unici elementi scheletrici noti sono denti e mandibole, e le dimensioni dei molari e il peso corporeo totale non sempre sono correlati, come nel caso dei post-canini degli ominidi megadonti, che hanno una corporatura piccola rispetto allo spesso smalto dei molari.cite-ref-olejniczak2008-3-0[3] Nel 1946, Weidenreich ipotizzò che il mwrgGigantopithecus avesse dimensioni doppie rispetto a un maschio di gorilla.cite-ref-weidenreich1946-4-0[4] Nel 1957, Pei stimò un'altezza totale di circa 3,7 metri (12 piedi). Nel 1970, Simons e il paleontologo americano Peter Ettel raggiunsero un'altezza di quasi 2,7 metri (9 piedi) e un peso massimo di 270mwsw kg (600 libbre), che è circa il 42% più pesante del peso medio di un maschio di gorilla. Nel 1979, l'antropologo americano Alfred E. Johnson Jr. utilizzò le dimensioni dei gorilla per stimare una lunghezza del mwtafemore di 54,4 centimetri, e una lunghezza dell'mwtqomero di 62,7 centimetri, circa il 20-25% più lunghi di quelli di un gorilla.cite-ref-5[5] Nel 2017, il paleoantropologo cinese Yingqi Zhang e l'antropologo americano Terry Harrison hanno suggerito una massa corporea di 200–300mwug kg, anche se hanno ammesso che questa era probabilmente una sopravvalutazione ed è impossibile ottenere una stima affidabile della massa corporea senza resti più completi.cite-ref-zhangharrison2017-2-1[2]
La lunghezza massima media dei mwwacanini superiori per i presunti maschi e femmine è, rispettivamente, di 21,1 millimetri e 15,4 millimetri, e l'esemplare fossile Mandible III (un presunto maschio) è del 40% più grande dell'esemplare Mandible I (una presunta femmina). Questo implica la presenza di un mwwqdimorfismo sessuale, con i maschi più grandi delle femmine. Un grado così alto di dimorfismo è superato solo dai gorilla, tra le scimmie moderne per dimensioni dei canini, ma non è superato da nessun altro primate per la disparità mandibolare.cite-ref-zhangharrison2017-2-2[2]
Denti e mandibola
mwyaGigantopithecus aveva una mwyqformula dentaria, simile a quella dell'mwyguomo, ovvero:
Con 2 mwcqincisivi, 1 mwcgcanino, 2 mwcwpremolari e 3 mwdamolari in ogni metà della mwdqmandibola per entrambe le mandibole.cite-ref-zhangharrison2017-2-3[2] È stato suggerito che i canini, a causa della mancanza di sfaccettature di levigatura (che li mantengono affilati) e della loro complessiva robustezza, avessero la stessa funzione dei premolari e dei molari. Come altre scimmie con molari ingranditi, gli incisivi di mwegGigantopithecus erano piuttosto ridotti.cite-ref-dean2003-6-0[6]cite-ref-ciochon1996-7-0[7] Il lato linguale degli incisivi (la faccia linguale), che può estendersi fino alla mwgwradice del dente, suggerisce un mwhaunderbite.cite-ref-zhangharrison2017-2-4[2] L'anatomia mandibolare complessiva e l'usura dei denti suggeriscono un movimento laterale della mascella durante la masticazione (escursione laterale).cite-ref-kono2014-8-0[8] Gli incisivi e i canini hanno radici estremamente lunghe, almeno il doppio della lunghezza della mwjqcorona (la parte visibile del dente). Questi denti erano strettamente collocati insieme.cite-ref-zhangharrison2017-2-5[2]
Nella mascella superiore, il terzo premolare ha una superficie media di 20,3mwkw mm × 15,2mwla mm, il quarto premolare 15,2–16,4mwlq mm, il primo e/o il secondo molare (che sono difficili da distinguere) 19,8mwlg mm × 17,5mwlw mm e il terzo molare 20,3mwma mm × 17,3mwmq mm. Nella mascella inferiore, il terzo premolare ha una media di 15,1mwmg mm × 20,3mwmw mm, il quarto premolare 13,7mwna mm × 20,3mwnq mm, il primo/secondo molare 18,1mwng mm × 20,8mwnw mm e il terzo molare 16,9mwoa mm × 19,6mwoq mm. I molari di mwogGigantopithecus sono i più grandi di tutte le scimmie conosciute.cite-ref-zhangharrison2017-2-6[2] I denti sembrano aumentare di dimensioni nel tempo.cite-ref-shao2017-9-0[9] I premolari hanno una corona alta e quelli inferiori hanno due radici, mentre quelli superiori ne hanno tre. I molari inferiori hanno una corona più bassa, sono lunghi e stretti e hanno la vita sulla linea mediana che è più pronunciata nei molari inferiori, con cuspidi basse e bulbose e creste arrotondate.cite-ref-zhangharrison2017-2-7[2]
Lo smalto sui molari è in assoluto il più spesso tra tutte le scimmie conosciute, con una media di 2,5–2,9 millimetri in tre diversi molari e oltre 6 millimetri sulle cuspidi del lato linguale di un molare superiore.cite-ref-kono2014-8-1[8] Ciò ha portato ad un confronto con l'mwtahominide mwtqmwtgParanthropus, che aveva molari estremamente grandi e smalto spesso per le sue dimensioni.cite-ref-dean2003-6-1[6]cite-ref-kono2014-8-2[8] Tuttavia, in relazione alle dimensioni del dente, lo spessore dello smalto del mwvwGigantopithecus si sovrappone a quello di molte altre scimmie viventi ed estinte. Come gli oranghi e potenzialmente tutti i mwwapongini (sebbene a differenza delle scimmie africane) i molari di mwwqGigantopithecus avevano una superficie di molatura ampia e piatta (tabulare), con una superficie di smalto uniforme e brevi corni di dentina (le aree dello strato di dentina che sporgono verso l'alto nello strato di smalto superiore).cite-ref-olejniczak2008-3-1[3] I molari sono i più mwxgipsodonti (dove lo smalto si estende oltre le gengive) di qualsiasi altra scimmia conosciuta.cite-ref-zhangharrison2017-2-8[2]
Tassonomia
Storia della ricerca
mw1qGigantopithecus blacki venne nominato dall'antropologo mw1gvon Koenigswald nel 1935, sulla base di due mw1wterzi molari inferiori, descritti da von Koenigswald come di notevoli dimensioni (il primo era "mw2aEin gewaltig grosser (...) mw2qMolar", mentre il secondo venne descritto come "mw2gder enorme Grösse besitzt"), misurando 20mw2w mm × 22mw3a mm.cite-ref-koenigswald1935-1-1[1] Il nome specifico, mw4qblacki, venne dato in onore del paleoantropologo canadese mw4gDavidson Black, che aveva studiato l'evoluzione umana in Cina ed era morto l'anno precedente. Von Koenigswald, che lavorava per la mw4wDutch East Indies Mineralogical Survey a mw5aJava, aveva trovato i denti in una farmacia tradizionale a mw5qHong Kong dove venivano venduti come "ossa di drago" per essere utilizzati nella mw5gmedicina tradizionale cinese. Nel 1939, dopo aver acquistato più denti, von Koenigswald determinò che dovevano venire da qualche parte nel mw5wGuangdong o nel mw6aGuangxi. Non poté descrivere formalmente l'esemplare tipo fino al 1952 a causa del suo internamento da parte delle forze giapponesi durante la mw6qSeconda Guerra Mondiale. I denti originariamente scoperti fanno parte della collezione dell'mw6gUniversità di Utrecht.cite-ref-zhangharrison2017-2-9[2]cite-ref-hartwig2002-10-0[10]
Nel 1955, un gruppo di ricerca guidato dal paleontologo cinese mw9aPei Wenzhong fu incaricato dall'Istituto cinese di Paleontologia e Paleoantropologia dei Vertebrati (IVPP) di trovare la località originale da cui erano stati recuperati i denti di mw9qGigantopithecus. La sua spedizione recuperò ben 47 denti spacciati per "ossa di drago" nel Guangdong e nel Guangxi. Nel 1956, il team scoprì i primi resti mw9gin situ, un terzo molare e un mw9wpremolare, in una grotta (in seguito denominata "Grotta del mw-aGigantopithecus") nel monte Niusui, Guangxi. Sempre nel 1956, un agricoltore di mw-qLiucheng, Xiuhuai Qin, scoprì più denti e la prima mandibola nel suo campo. Dal 1957 al 1963, la squadra di ricognizione IVPP ha effettuato scavi in quest'area e ha recuperato altre due mandibole e più di 1mw-g 000 denti.cite-ref-zhangharrison2017-2-10[2]cite-ref-hartwig2002-10-1[10]cite-ref-poirier1999-11-0[11]cite-ref-coichon1991-12-0[12]
Da allora, resti confermati di mwaqwGigantopithecus sono stati ritrovati in 16 diversi siti nel sud della Cina. I siti più settentrionali sono Longgupo e Longgudong, appena a sud del mwaq0fiume Azzurro, e più a sud sull'isola di Hainan nel mwaq4Mar Cinese Meridionale. Un canino isolato dalla grotta di Thẩm Khuyên, mwaq8Vietnam, e un quarto premolare da Pha Bong, mwaraThailandia, potrebbero essere assegnati a mwareGigantopithecus, sebbene questi potrebbero anche rappresentare l'estinto mwariorango mwarmPongo weidenreichi.cite-ref-zhangharrison2017-2-11[2] Due frammenti mandibolari che conservano ciascuno gli ultimi due molari, rinvenuti a Semono, mwarkGiava, descritti nel 2016 potrebbe appartenere a mwaroGigantopithecus.cite-ref-sofwan2016-13-0[13] I resti più antichi risalgono a 2 milioni di anni fa dalla grotta di Baikong e i più giovani a 380mwar8 000-310mwasa 000 anni fa dalla grotta di Hei.cite-ref-zhangharrison2017-2-12[2] Nel 2014 venne scoperta una quarta mandibola confermata a mwasuYanliang, nella Cina centrale.cite-ref-zhang2014-14-0[14] La maggior parte delle ossa recuperate mostrano chiari segni di morsi di mwasoroditori, e la grande quantità di denti rinvenuti nelle caverne è probabilmente opera degli mwassistrici. Gli istrici rosicchiano le ossa per ottenere i nutrienti necessari per la crescita degli aculei e possono trasportare grandi ossa nelle loro tane sotterranee e consumarle interamente, tranne le corone dei denti ricoperte di smalto. Questo potrebbe spiegare perché i denti si trovano in genere in grande quantità e perché i resti scheletrici siano così rari.cite-ref-zhangharrison2017-2-13[2]
Classificazione
Nel 1935, von Koenigswald considerava mwatgGigantopithecus come uno stretto parente del mwatkmwatoSivapithecus, del mwatsMiocene superiore mwatwindiano.cite-ref-koenigswald1935-1-2[1] Nel 1939, il paleontologo sudafricano mwaueRobert Broom ipotizzò che fosse strettamente imparentato con mwauimwaumAustralopithecus e l'mwauqultimo antenato comune dell'uomo e delle altre scimmie.cite-ref-15[15] Nel 1946, l'antropologo ebreo tedesco Franz Weidenreich descrisse mwaukGigantopithecus come un antenato umano sotto il nome di "mwauoGigantanthropus", credendo che la stirpe umana avesse attraversato una fase di mwausgigantismo. Weidenreich affermò che i denti dell'animale erano più simili a quelli dell'uomo moderno e a quelli di mwauwmwau0Homo erectus (all'epoca "mwau4Pithecanthropus" per i mwau8primi esemplari di Giava), e prevedeva un lignaggio da mwavaGigantopithecus, alla scimmia di Giava mwavemwaviMeganthropus (allora considerata un antenato dell'uomo), a "mwavmPithecanthropus", a "mwavqmwavuJavanthropus", e infine agli mwavyaborigeni australiani. Questo faceva parte della sua mwavcipotesi multiregionale, secondo cui tutte le razze e le etnie moderne si sono evolute indipendentemente da una specie umana arcaica locale, piuttosto che condividere un antenato comune più recente e completamente moderno.cite-ref-weidenreich1946-4-1[4] Nel 1952, von Koenigswald concordò che mwavwGigantopithecus fosse un mwav0ominide, ma credeva che fosse un animale a parte piuttosto che un antenato dell'uomo.cite-ref-16[16] Per tre decenni seguirono diversi dibattiti se mwawiGigantopithecus fosse un ominide o meno, fino a quando l'ipotesi mwawmFuori dall'Africa capovolse le ipotesi Fuori dall'Asia e multiregionali, ponendo fermamente le origini dell'umanità in Africa.cite-ref-zhangharrison2017-2-14[2]cite-ref-hartwig2002-10-2[10]
Nel 1969, una mandibola di 8,6 milioni di anni dalle colline mwaw0Shivalik, nell'India settentrionale, venne classificata come una nuova specie di mwaw4Gigantopithecus, "mwaw8G. bilaspurensis", dai paleontologi Elwyn L. Simons e Shiv Raj Kumar Chopra, che credevano che questa specie rappresentasse l'antenato di mwaxaG. blacki.cite-ref-zhangharrison2017-2-15[2]cite-ref-hartwig2002-10-3[10] Questa mandibola conteneva dei molari simili a uno scoperto nel 1915 nell'mwaxkaltopiano pakistano di Pothohar, poi classificato come mwaxomwaxsDryopithecus giganteus. Nel 1950, Von Koenigswald riclassificò mwaxwD. giganteus in un proprio genere, mwax0Indopithecus, ma ciò venne nuovamente cambiato nel 1979 in mwax8Gigantopithecus giganteus dagli antropologi americani Frederick Szalay ed Eric Delsoncite-ref-17[17] fino a quando mwayqIndopithecus non fu resuscitato come genere nel 2003 dall'antropologo australiano David W. Cameron.cite-ref-zhangharrison2017-2-16[2]cite-ref-18[18] "mway0G. bilaspurensis" è oggi considerato mway4sinonimo di mway8Indopithecus giganteus, e l'unica specie di mwazaGigantopithecus rimane mwazeG. blacki.cite-ref-zhangharrison2017-2-17[2]cite-ref-19[19]
mwazsGigantopithecus è oggi classificato nella mwazwsottofamiglia mwaz0Ponginae, strettamente affine a mwaz4mwaz8Sivapithecus e mwaaaIndopithecus. Ciò renderebbe i suoi parenti viventi più stretti gli mwaaioranghi. Tuttavia, i due condividono pochi tratti (mwaamsinapomorfie) dettati dai resti frammentari di mwaaqGigantopithecus, e la sua classificazione all'interno della stessa sottofamiglia è dettata principalmente dalla sua affinità con mwaauSivapithecus, dai resti più completi che consentono di posizionarlo all'interno di Ponginae con più sicurezza, sulla base delle caratteristiche del cranio. Nel 2017, il paleoantropologo cinese Yingqi Zhang e l'antropologo americano Terry Harrison hanno suggerito che mwaayGigantopithecus fosse più strettamente imparentato con il genere cinese mwaacmwaagLufengpithecus, estintosi 4 milioni di anni prima di mwaakGigantopithecus.cite-ref-zhangharrison2017-2-18[2]
Nel 2019, il sequenziamento peptidico delle proteine della mwaa8dentina e dello mwabasmalto di un molare mwabeGigantopithecus dalla grotta di Chuifeng indica che il mwabiGigantopithecus era effettivamente strettamente imparentato con gli oranghi e, supponendo che l'attuale mwabmtasso di mutazione negli oranghi sia rimasto costante, condividevano un antenato comune vissuto circa 12-10 milioni di anni fa nel mwabqMiocene medio-mwabusuperiore. Il loro ultimo antenato comune sarebbe stato una parte della mwabyradiazione miocenica delle scimmie. Lo stesso studio ha calcolato un tempo di divergenza tra le Ponginae e le grandi scimmie africane di circa 26-17,7 milioni di anni fa.cite-ref-welker2019-20-0[20]
mwabwCladogramma basato sugli studi di Zhang & Harrison (2017):cite-ref-zhangharrison2017-2-19[2]
Paleobiologia
Dieta
Nonostante le enormi dimensioni stimate, l'analisi dei denti e delle mandibole di mwacoGigantopithecus sembrano indicare un mwacserbivoro generalista. Le analisi degli mwacwisotopi del carbonio-13 suggeriscono che l'animale consumasse una grande quantità di mwac0piante C3, come frutti, foglie e altre piante forestali.cite-ref-bocherens2017-21-0[21] La mandibola del mwadiGigantopithecus era molto profonda e spessa, indicando che era in grado di resistere a sforzi elevati mentre masticava cibi duri e resistenti. Tuttavia, la stessa anatomia mandibolare è tipicamente osservata anche nelle scimmie moderne che si nutrono principalmente di foglie morbide (mwadmfolivori) e semi (granivori). I denti del mwadqGigantopithecus mostrano un tasso di vaiolatura nettamente inferiore (causato dal consumo di oggetti piccoli e duri) rispetto a quelli degli mwaduoranghi, più simile al tasso osservato negli mwadyscimpanzé, il che potrebbe indicare una dieta altrettanto generalista.cite-ref-zhangharrison2017-2-20[2]
I premolari simili a molari, i grandi molari, e le lunghe e robuste radici dei denti masticatori potrebbero indicare che le fauci dell'animale erano atte alla masticazione, frantumazione e macinazione di cibi voluminosi e fibrosi.cite-ref-22[22]cite-ref-ciochon1991-23-0[23] Lo spesso smalto suggerirebbe una dieta a base di cibi abrasivi, come le particelle di sporco sul cibo raccolto vicino o sul terreno (come i germogli di bambù).cite-ref-kono2014-8-3[8] Allo stesso modo, l'analisi degli isotopi dell'ossigeno suggerisce che mwaegGigantopithecus consumasse perlopiù piante basse, come steli, radici ed erbe, rispetto agli oranghi. Il mwaektartaro dentale indica anche un consumo di mwaeotuberi.cite-ref-24[24] Inoltre, non sembra che mwae8Gigantopithecus consumasse le comuni erbe delle savane (mwafapiante C4).cite-ref-bocherens2017-21-1[21] Tuttavia, nel 1990, alcuni mwafufitoliti di opale attaccati a quattro denti provenienti dalla Grotta del mwafyGigantopithecus furono identificati come di origine mwafcgraminacee; tuttavia, la maggior parte dei fitoliti assomiglia ai peli dei frutti della famiglia dei mwafgfichi, che includono mwafkfichi, mwafogelsi, mwafsalberi del pane e mwafwbanyan. Ciò suggerisce che la frutta fosse una componente dietetica significativa almeno per questa popolazione di mwaf0Gigantopithecus.cite-ref-ciochon1991-23-1[23]
I denti risalenti al mwagmPleistocene medio, di 400mwagq 000-320mwagu 000 anni, ritrovati nella grotta di mwagyHejiang, nel sud-est della Cina (periodo vicino all'estinzione dell'animale) mostrano alcune differenze dal materiale del mwagcPleistocene inferiore da altri siti, il che potrebbe potenzialmente indicare che la popolazione di mwaggGigantopithecus dello Hejiang fosse una forma specializzata che si stava adattando a un ambiente mutevole con diverse risorse alimentari. I denti di Hejiang mostrano una superficie esterna dello smalto meno livellata (più crenulata) a causa della presenza di creste secondarie che emanano dal mwagkparacono e dal mwagoprotocono sul lato del molare più vicino alla linea mediana (medialmente), così come creste maggiori più affilate, rendendo il dente meno piatto di quello degli altri esemplari.cite-ref-zhang2014-14-1[14]cite-ref-25[25]cite-ref-zhangkono2014-26-0[26]
Nel 1957, la scoperta di resti di ungulati in una grotta situata in una montagna apparentemente inaccessibile, portò all'ipotesi che mwahgGigantopithecus fosse un predatore che abitava nelle caverne e trasportasse le sue prede nelle caverne per cibarsene.cite-ref-27[27] Tuttavia, questa ipotesi non è più considerata possibile poiché la sua anatomia dentale è coerente con quella di un erbivoro.cite-ref-bocherens2017-21-2[21] Nel 1975, il paleoantropologo americano Tim D. White notò delle somiglianze tra le fauci e la dentatura di mwaieGigantopithecus e quelle del mwaiipanda gigante, e suggerì che entrambi occupavano la stessa mwaimnicchia ecologica, essendosi specializzati nel nutrirsi di mwaiqbambù.cite-ref-28[28] Questa ipotesi ha ottenuto il supporto di alcuni ricercatori successivi, ma lo smalto più spesso e l'ipsodontia di mwaikGigantopithecus potrebbero suggerire una funzionalità diversa per questi denti.cite-ref-kono2014-8-4[8]
Crescita
Si stima che un terzo molare permanente di mwajaGigantopithecus, basato su circa 600-800 giorni necessari per la formazione dello smalto delle mwajecuspidi (che è piuttosto lungo), impiegasse quattro anni per formarsi, che è all'interno dell'intervallo (anche se nella gamma molto superiore) dei tempi di formazione dello smalto negli umani e negli scimpanzé. Come in molte altre scimmie fossili, è stato stimato che il tasso di formazione dello smalto vicino alla giunzione smalto-dentina (la dentina è lo strato pieno di nervi sotto lo smalto) inizi a circa quattro μm al giorno; questo è visto solo nei denti da latte delle scimmie moderne.cite-ref-dean2003-6-2[6]
Il sequenziamento delle proteine dello smalto di mwajcGigantopithecus ha identificato l'alfa-2-HS-glicoproteina (AHSG), che, nelle scimmie moderne, è importante nella mineralizzazione dell'osso e della dentina. Poiché è stato trovato nello smalto e non nella dentina, l'AHSG potrebbe essere stato un componente aggiuntivo in mwajgGigantopithecus che facilitava la biomineralizzazione dello smalto durante la prolungata mwajkamelogenesi (crescita dello smalto).cite-ref-welker2019-20-1[20]
Comportamento sociale
Gli alti livelli di mwakadimorfismo sessuale potrebbero indicare una competizione tra maschi relativamente intensa, sebbene, considerando i canini superiori proiettati solo leggermente più in avanti dei denti guanciali, l'esibizione canina non era probabilmente molto importante nel mwakecomportamento agonistico, a differenza delle scimmie moderne.cite-ref-zhangharrison2017-2-21[2]
Locomozione
Il metodo di locomozione del mwakgGigantopithecus è tuttora incerto, in quanto non è mai stato trovato un mwakkosso pelvico o un osso delle gambe. L'ipotesi più accreditata dai paleontologi è la locomozione mwakoquadrupede, in modo simile a quella degli odierni mwaksgorilla e mwakwscimpanzé, poggiando a terra solo le nocche degli arti anteriori; tuttavia, una minoranza di paleontologi sostiene che l'animale fosse in grado di una locomozione mwak0bipede. Tale ipotesi è stata proposta sulla base della forma della mandibola dell'animale che presenta una conformazione a U, come quella umana. Questa conformazione lascia spazio per la mwak4trachea all'interno della mascella, permettendo al cranio di posizionarsi esattamente su una spina dorsale completamente eretta come nell'uomo moderno, piuttosto che di fronte a essa come nelle altre grandi scimmie moderne.cite-ref-zhangharrison2017-2-22[2]
Tuttavia, l'opinione della maggioranza è che il peso di un così grande animale avrebbe messo in enorme stress gli arti posteriori, specie se la creatura avesse camminato continuamente in locomozione bipede; una locomozione quadrupede, invece, permetteva all'animale di distribuire tutto il suo peso equamente, come i moderni mwalqgorilla.cite-ref-zhangharrison2017-2-23[2]
Paleopatologie
I molari di mwalsGigantopithecus presentano un alto tasso di mwalwcarie dell'11%, il che potrebbe significare che la frutta era comunemente inclusa nella loro dieta.cite-ref-zhangharrison2017-2-24[2]cite-ref-ciochon1991-23-2[23] I molari della Grotta del mwamuGigantopithecus presentano frequentemente ipoplasia dello smalto puntiforme, dove lo smalto si forma impropriamente con fossette e solchi. Ciò può essere causato dalla malnutrizione durante gli anni di crescita, che potrebbe indicare periodiche carenze di cibo, sebbene possa essere indotta anche da altri fattori.cite-ref-ciochon1991-23-3[23] L'esemplare PA1601-1 della grotta di Yanliang mostra segni di perdita dei denti del secondo molare destro prima dell'eruzione del terzo molare vicino (che è cresciuto obliquamente), il che suggerisce che questo individuo è stato in grado di sopravvivere a lungo nonostante le ridotte capacità masticatorie.cite-ref-zhang2014-14-2[14]
Paleoecologia
I resti di mwanoGigantopithecus sono stati ritrovati generalmente in quella che un tempo era una foresta di latifoglie sempreverdi subtropicale nel sud della mwansCina, con l'eccezione di mwanwHainan che presentava un habitat di mwan0foresta pluviale tropicale. L'analisi degli isotopi del carbonio e dell'ossigeno dello smalto dei denti risalenti al Pleistocene inferiore, suggerisce che mwan4Gigantopithecus abitasse nelle dense foreste pluviali, umide e chiuse. Il sito della caverna di Queque presentava una foresta mista di latifoglie e sempreverdi dominata da mwan8betulle, mwaoaquerce e mwaoechinkapin, oltre a diverse mwaoierbe e mwaomfelci basse.cite-ref-zhangharrison2017-2-26[2]
La "mwaokfauna mwaooGigantopithecus" è uno dei più importanti gruppi faunistici di mammiferi del Pleistocene inferiore della mwaosCina meridionale, e comprende specie forestali tropicali o subtropicali. Questo gruppo è stato suddiviso in tre fasi che coprono 2,6-1,8 milioni di anni fa, 1,8-1,2 milioni di anni fa e 1,2-0,8 milioni di anni fa. La fase iniziale è caratterizzata da animali mwaowneogenici più antichi come l'mwao0elefante mwao4mwao8Sinomastodon, il mwapachalicotherio mwapeHesperotherium, il mwapmsuino mwapqDicoryphochoerus, il mwapycervo-topo mwapcmwapgDorcabune e il mwapkcervo mwapomwapsCervavitus. Lo stadio intermedio è indicato dalla comparsa del mwapwpanda mwap0Ailuropoda wulingshanensis, il mwap8dhole mwaqaCuon antiquus e il mwaqitapiro mwaqmTapirus sinensis. La fase avanzata presenta animali più tipici del Pleistocene medio come il panda mwaquAiluropoda baconi e l'elefante mwaqcmwaqgStegodon.cite-ref-jin2014-29-0[29] Altri animali classici di questa fauna includono tipicamente mwaq0oranghi, mwaq4macachi, mwaq8rinoceronti, i suini estinti mwaraSus xiaozhu e mwariSus peii, mwarqmuntjac, mwarucervi, mwarygaur, l'mwarcantilope capra mwargmwarkMegalovis, e più raramente il grande mwarofelino dai denti a sciabola mwarsmwarwMegantereon.cite-ref-30[30] Nel 2009, il paleoantropologo americano Russel Ciochon ipotizzò che una scimmia delle dimensioni di uno scimpanzé ancora non descritta, identificata da alcuni denti, sarebbe coesistita con mwaseGigantopithecus.cite-ref-ciochon2009-31-0[31] La grotta di Longgudong potrebbe aver rappresentato una zona di transizione tra i regni mwasypaleartico e mwascorientale, con la presenza, accanto alla tipica fauna mwasgGigantopithecus, di animali più boreali come mwaskricci, mwasoiene, mwasscavalli, il bovino mwaswmwas0Leptobos e i mwas4pika. Grazie alla sua mole, mwas8Gigantopithecus non era una preda facile e i maschi adulti, probabilmente, non avevano nemici naturali. Tuttavia, i cuccioli o gli esemplari più deboli potevano divenire preda di carnivori come mwatatigri, mwatepitoni, mwaticoccodrilli, mwatmmachairodonti, mwatqiene, mwatuorsi e forse addirittura dellmwaty'mwatcmwatgHomo erectus.cite-ref-jin2014-29-1[29]
mwat4Gigantopithecus sembra essersi estinto tra 295mwat8 000 e 215mwaua 000 anni facite-ref-natu2024-32-0[32], probabilmente a causa della sparizione verso sud della foresta e del suo habitat principale durante il Pleistocene medio causato dall'aumento della stagionalità, dalle forze monsoniche e da una tendenza al raffreddamento.cite-ref-shao2017-9-1[9] La savana sarebbe rimasta l'habitat dominante del sud-est asiatico fino al mwaukPleistocene superiore.cite-ref-louys2020-33-0[33] È stato ipotizzato che anche l'immigrazione di mwau4Homo erectus abbia contribuito alla loro estinzione.cite-ref-34[34] L'attività umana nella Cina meridionale è nota già da 800mwavm 000 anni fa, ma non divenne prevalente fino a dopo l'estinzione del mwavqGigantopithecus, quindi non è chiaro se le pressioni come la concorrenza sulle risorse o la caccia eccessiva siano stati fattori determinanti nell'estinzione di questa grande scimmia.cite-ref-shao2017-9-2[9] Nel 2009, Ciochon suggerì che mwavkGigantopithecus fosse il primate dominante che abitava le foreste tropicali a sud dei mwavomonti Qinling, mentre mwavsH. erectus sarebbe rimasto nelle savane.cite-ref-ciochon2009-31-1[31]
Criptozoologia
Il mwawiGigantopithecus deve gran parte della sua fama, oltre che alle eccezionali dimensioni, alla mwawmcriptozoologia che ha ipotizzato che alcune creature leggendarie, come lo mwawqyeti e il mwawubigfoot, siano discendenti del mwawyGigantopithecus sopravvissute fino ai giorni nostri. Tuttavia ancora oggi non ci sono prove che questi animali esistano e siano effettivamente imparentati con il mwawcGigantopithecus; inoltre, gli avvistamenti di creature come mwawgBigfoot e mwawkSasquatch avvengono solo in Nord America mentre mwawoGigantopithecus era un animale asiatico.
Tutto iniziò nel 1960 con lo zoologo Wladimir Tschernezky, che descrisse brevemente sulla rivista mwawwmwaw0Nature una fotografia del mwaw41951 di presunte tracce di mwaw8yeti scattate dagli alpinisti himalayani Michael Ward ed Eric Shipton. Tschernezky concluse che lo yeti era una creatura bipede che camminava come un uomo e aveva un aspetto simile al mwaxaGigantopithecus. Successivamente, il caso mediatico dello yeti attirò l'attenzione scientifica, con molti altri autori che pubblicarono su mwaxeNature e mwaximwaxmScience le loro teorie e studi, ma questo ha anche incitato un popolare seguito di caccia ai mostri sia per lo yeti sia per il simile bigfoot americano che è persistita fino ai giorni nostri. L'unico scienziato che ha continuato a provare a dimostrare l'esistenza di tali mostri è stato l'mwaxqantropologo Grover Krantz, specialista di mwaxuevoluzione umana, dell'mwaxyUniversità di Stato di Washington, che spinse molto sulla connessione tra mwaxcGigantopithecus e bigfoot dal 1970 sino alla sua morte nel 2002. Insieme al mwaxgprimatologo Geoffrey Howard Bourne, Krantz ipotizzò che il bigfoot americano fosse una mwaxkspecie relitta di mwaxoGigantopithecus evoluto, il quale avrebbe attraversato un mwaxsponte di ghiaccio tra l'Asia settentrionale e l'America del Nord come fecero diversi animali, mwaxwincluso l'uomo.cite-ref-35[35]cite-ref-tassi-36-0[36] mwayuGigantopithecus visse effettivamente in mwayyAsia orientale estinguendosi oltre 200mwayc 000 anni facite-ref-natu2024-32-1[32], mentre il ponte terrestre di Bering fu attivo da 135mwayw 000 a 70mway0 000 mway4anni fa.cite-ref-christmas-37-0[37]
Tra i nomi binomiali inventati da Krantz per il bigfoot vi era "Gigantopithecus canadensis".cite-ref-tassi-36-1[36]cite-ref-meldrum2007-38-0[38]cite-ref-regal2008-39-0[39] Tuttavia, gli studi di Krantz non hanno incontrato il sostegno né della scienza ufficiale né dei dilettanti che hanno affermato di aver prontamente accettato prove chiaramente false.cite-ref-40[40]
Secondo alcune ipotesi anche gli mwa0uyeti sarebbero discendenti del mwa0yGigantopithecus, che non si sarebbe estinto ma si sarebbe rifugiato nelle montagne dell'mwa0cHimalaya.cite-ref-barloy-41-0[41] Con il passare dei millenni, la mwa0wstatura sarebbe diminuita e sarebbe lui il famoso "uomo delle nevi".cite-ref-barloy-41-1[41]
Nella cultura di massa
Il mwa1mGigantopithecus appare anche in film, serie TV e videogiochi come:
• Il personaggio di mwa1yCapitan Sbudella, l'antagonista del film mwa1cmwa1gL'era glaciale 4 - Continenti alla deriva, è un mwa1kGigantopithecus.
• Nel film in live action del 2016 mwa1sIl libro della giungla, diretto da mwa10Jon Favreau, il personaggio di mwa14Re Luigi è stato cambiato in un mwa18Gigantopithecus dalle sembianze di un mwa2aorango del Borneo (nel mwa2efilm del 1967 era solamente un mwa2iorango di Sumatra, riconoscibile per la sua lunghezza di braccia e il ventre meno gonfio), con la voce originale di mwa2mChristopher Walken e in italiano di mwa2qGiancarlo Magalli.cite-ref-42[42]
• Il mwa2oGigantopithecus è una delle trasformazioni del protagonista nella serie animata mwa2smwa2wDinofroz.
• Il mwa24Gigantopithecus è anche una creatura addestrabile nel videogioco survival mwa28mwa3aArk: Survival Evolved, sebbene in gioco abbia le fattezze del mitologico mwa3ebigfoot.cite-ref-43[43]
• Nel libro mwa3cThe world of Kong: A Natural History of Skull Island, libro sulle creature del mwa3kremake del 2005 di King Kong, viene spiegato come la specie di Kong, chiamata mwa3oMegaprimatus kong, discenderebbe proprio dal mwa3sGigantopithecus, forse arrivato sull'mwa3wIsola del Teschio quando essa era ancora collegata all'mwa30Asia o forse importato dai primi nativi.
Note
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) John P. Rafferty, Gigantopithecus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Gigantopithecus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Gigantopithecus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.